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■ Rozsdás szárnyakkal Lépj kapcsolatba velün |
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- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - 2004-12-14 | [Ezt a szöveget a következ. nyelven kell olvasni italiano] | Könyvtárba beírt Adriana Camelia Silvia Popp Fu cenere ancor prima di ardere l'intesa meditata perenne. avevi intenzioni velate tronchi perché piane emozioni fini fiammiferi sdruccioli. con la testa china in attesa di cenere insisti ad incendiare il domani ignifugo quanto l'oggi. e dal quartiere dormitorio dove la notte distendi il mio corpo abbandonato risorge la noia dell'insonnia ed il sospetto che al nulla si opponga sconfitta la parola. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . piantarsi in terre che amplessi non videro provoca ustioni appena visibili. Potresti pensandoci chiamarle così:solitudini stratificate. formano direttrici oblique allo stesso modo di sguardi indifferenti. ***** Penso: "Nel bene e nel male io ti amo!" ma forse più nel male che nel bene oggi. domani notte baciarti il sesso mi auguro abbia più senso rimane dunque un sonetto incompleto il mio amore per te.
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